Decine di ricorsi per contestare la legge elettorale
Il 14 luglio scorso in Aula è stata respinta una mozione che ha evidenziato una spaccatura nella maggioranza riguardo alla riforma elettorale. La Rete per un voto libero e uguale, che raggruppa oltre trenta organizzazioni tra associazioni, comitati di costituzionalisti, giornalisti, avvocati e cittadini, sta intanto progettando una doppia strategia di opposizione. Da un lato, è pronta a presentare una serie di ricorsi nei tribunali per chiedere il rinvio della legge alla Corte costituzionale, puntando a far intervenire la Consulta prima delle prossime elezioni. "I tempi sono stretti - sottolinea Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete - e un gruppo di avvocati sta già lavorando per preparare i ricorsi perché non è accettabile votare con una legge che sconvolge la Costituzione".
Mobilitazione nazionale con manifestazioni e iniziative
Parallelamente, la Rete intende avviare una forte mobilitazione pubblica per contrastare la nuova norma definita da più parti come un pericolo per gli equilibri democratici italiani. Zaccaria si aspetta un clima di protesta simile a quello vissuto durante il referendum sulla giustizia. Sono già in cantiere tre grandi manifestazioni, che si terranno dopo il 15 settembre a Milano, Firenze e tra Napoli o Salerno. Oltre a queste, le associazioni e i comitati aderenti parteciperanno a numerose iniziative organizzate in diverse città della penisola.




